Cerca

Assegno di natalità: istruzioni INPS

18
Feb

Circ. INPS 14 febbraio-2020-n.-26 Queste le principali novità introdotte (art. 1, c. 340, L. 160/2019): L’assegno di natalità (c.d. “bonus bebè”) è una misura volta a incentivare e sostenere la natalità, introdotta dalla Legge di Bilancio 2015 (art. 1, c. 125, L. 190/2014). l’estensione dell’ambito di applicazione della misura anche per ogni figlio nato o […]

Il Ticket di Licenziamento Naspi nel 2019

30
Mar

L’importo del ticket di licenziamento (pari al 41% del massimale Naspi) è salito a 500,79 euro nel 2019.Quindi, considerando che il massimale Naspi per il 2019 è pari a 1.221,44 euro, il contributo dovuto dal datore di lavoro è di 500,79 euro per gli ultimi 12 mesi di impiego, per un importo massimo – per i rapporti lavorativi pari o superiori ai 36 mesi – che non supera i 1.502,37 euro. Contributo che va pagato in un’unica soluzione entro il 16° giorno del secondo mese successivo all’interruzione del rapporto lavorativo con un importo variabile in base all’anzianità di servizio del dipendente. È dovuto in tutti i casi in cui c’è un’interruzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ad eccezione di quando è il lavoratore a presentare le dimissioni.Ricordiamo che questa spetta ai lavoratori che perdono il loro impiego per cause esterne alla loro volontà; non hanno diritto all’indennità di disoccupazione quindi coloro che si dimettono dal lavoro, ad eccezione che si tratti di dimissioni per giusta causa.

Nel dettaglio, i datori di lavoro sono obbligati a pagare questo contributo nei seguenti casi:

licenziamento per crisi finanziaria dell’impresa;
licenziamento per giusta causa;
licenziamento per giustificato motivo oggettivo o soggettivo;
licenziamento del lavoratore con contratto a chiamata;
licenziamento collettivo, in assenza di un accordo sindacale;
mancata trasformazione del contratto di apprendistato in contratto a tempo indeterminato;
dimissioni per giusta causa;
dimissioni della dipendente in maternità;
risoluzione consensuale con conciliazione obbligatoria effettuata presso la Direzione territoriale del lavoro.

È bene precisare che la riforma Fornero stabilisce che il datore di lavoro ha il dovere di versare il ticket di licenziamento nei casi appena indicati, indipendentemente dal fatto che il dipendente poi usufruisca o meno della Naspi.

Ma il ticket di licenziamento non è sempre dovuto. Ad esempio, non va versato quando si licenzia un collaboratore domestico, un operaio agricolo o un operaio extracomunitario stagionale.

I datori di lavoro sono esenti dal versamento di questo contributo anche qualora sia il lavoratore a dimettersi, oppure se la fine del rapporto lavorativo avviene per la scadenza di un contratto a tempo determinato. Non è dovuto neppure nel caso di decesso del dipendente.

Infine, l’esenzione riguarda anche i licenziamenti avvenuti per cambio d’appalto (ad esempio per le imprese di polizia) e per fine cantiere nel settore edile.

Così come l’indennità di disoccupazione Naspi, anche per il calcolo del ticket di licenziamento bisogna fare riferimento all’anzianità.

Acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi degli articoli 13-14 del GDPR 2016/679

Domanda Assegni Familiari Online dal 01/04/2019

26
Mar

Come comunicato dall’Inps con la circolare n.45 del 20 marzo 2019 , a decorrere dal 1° aprile 2019 le domande di assegno per il nucleo familiare dei lavoratori dipendenti di aziende del settore privato non agricolo, devono essere presentate direttamente all’INPS, esclusivamente in modalità telematica.

Detrazioni figli a carico 2019

15
Gen

Per effetto dell’entrata in vigore del comma 252 dell’art.  1 Legge 205/2017, è aumento a 4.000 euro il limite di reddito per essere considerati fiscalmente a carico dei genitori. A far data dal 1° gennaio 2019, i figli di età non superiore a 24 anni, potranno essere considerati fiscalmente a carico se non superano il […]

Pagamento della retribuzione mai più in contanti

19
Gen

Dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro non potranno più pagare in contanti la retribuzione, ma dovranno effettuare i pagamenti (compresi eventuali anticipi di retribuzione), attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi:

a) bonifico sul conto corrente bancario;
b) strumenti di pagamento elettronico;
c) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
d) emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato (l’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni).

Esonero Contributivo 2018

14
Dic

Dal 1 gennaio 2018, il DdL Bilancio 2018 introduce una riduzione dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, dovuti con riferimento alle assunzioni con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato a tutele crescenti, di cui al D.Lgs. n. 23/2015, effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2018, di soggetti aventi meno di 35 […]

Incentivo Assunzioni Giovani

17
Gen

È stato pubblicato sul sito Anpal il decreto direttoriale 2 dicembre 2016, n. 394, del Ministero del lavoro, istitutivo dell’“Incentivo Occupazione Giovani”, finalizzato all’integrazione sostenibile nel mercato del lavoro dei giovani che non svolgono attività lavorative né seguono studi o corsi di formazione, anche attraverso l’attuazione della garanzia per i giovani. Il decreto prevede incentivi […]

Apprendistato professionalizzante senza limiti di età.

29
Nov

E’ possibile assumere in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età , i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione. Per essi trova applicazione, in deroga alle previsioni di cui all’art. 42, comma 4, le disposizioni in materia di licenziamenti individuali , nonchè per i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità […]

Apprendistato

05
Apr

A decorrere dal 1.1.2012, per le assunzioni di apprendisti avvenute a partire da tale data e fino al 31.12.2016, i datori di lavoro che hanno fino a 9 dipendenti sono esonerati per i primi tre anni di durata del contratto dai contributi a proprio carico, resta ferma la misura dei contributi a carico del lavoratore.
Il beneficio ha una durata massima di 3 anni, pertanto se la durata del contratto di apprendistato è superiore, ad esempio 5 anni, per i datori di lavoro fino a 9 dipendenti per i primi tre anni viene riconosciuto lo sgravio totale dei contributi a loro carico, per i successivi due continua ad essere dovuto il contributo del 10% a carico del datore di lavoro.

Dimissioni On line dal 12.03.2016

24
Feb

Dal 12.03.2016 entrerà in vigore la nuova procedura delle dimissioni volontarie e della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. I lavoratori si registreranno ed effettueranno la comunicazione sul sito www.lavoro.gov.it muniti del codice pin rilasciato dall’inps